La canapa e la legge svizzera sugli stupefacenti (LStup / 2a parte)

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La canapa e la legge svizzera sugli stupefacenti
(2a parte)



È interessante costatare, che la frase “in vista di produrne stupefacenti” era già stata proposta nel 1951 in una versione leggermente diversa, per essere inclusa nell’articolo 1
(nuovo) della LStup. In effetti, la proposta del Consiglio federale (FF 1951, pagina 872) era la seguente: “la canapa utilizzata per la produzione di sostanze o di preparazioni (…)” – (da confrontare con il testo attuale dell’articolo 1, alinea 2 lettera a, cifra 2 LStup: “La paglia di papavero utilizzata per la preparazione di sostanze o di preparazioni…”). Il legislatore scelse una versione semplificata, lasciandoci solo la parola “canapa”. Date le numerose possibili applicazioni della canapa, era normale, che la canapa controllata dalla LStup riguardava unicamente quella destinata alla produzione di “sostanze” o di “preparazioni(bollettino stenografico dell’Assemblea federale 1951, pagina 620: prima si diceva: “Canapa per la produzione di sostanze o di preparazioni”, ecc., adesso si dice soltanto “canapa”). Più tardi, nel 1975, venne aggiunto il titolo marginale dell’articolo 1 LStup, “Materie grezze”, (“Rohmaterial”, “matières premières”), per sottolineare il fatto, che la canapa deve essere una materia grezza, condizione assolutamente necessaria per cadere sotto il controllo della LStup (bollettino stenografico dell’Assemblea federale, 1974, pagina 1431 ad articolo 1 LStup).


L’articolo 8 LStup nella versione originale del 1951, non menzionava la canapa “in vista di produrne stupefacenti”. Il divieto di quell’epoca riguardava unicamente la preparazione di (haschisch): “La messa a disposizione pubblica della resina dei peli ghiandolosi della canapa (haschisch) è vietata” (RS 1952, pagina 243). La frase “canapa in vista di produrne stupefacenti” è stata aggiunta – in seguito alla ratificazione della Convenzione unica del 1961 – durante la revisione nel 1975 (messaggio del Consiglio federale del 9 maggio 1973, FF 1973, pagina 1317). La canapa materia grezza fu allora inserita nella lista delle materie vietate, di produzione a fini illeciti ossia non medicinali per le fabbriche, case di commercio e persone private (RS 812.121.2).


L’articolo 19, cifra 1 della LStup non conteneva nel suo testo originale del 1951, la frase “colui che coltiva canapa in vista di produrne stupefacenti” (RS 1952, pagina 247). Quell’articolo è stato modificato durante la revisione del 1968, resa necessaria dopo la ratificazione della Convenzione unica del 1961 (messaggio del Consiglio federale, FF 1968, pagina 777), e gli venne aggiunta la seguente frase “colui che coltiva canapa in vista della produzione di stupefacenti” (RS 1970, pagina 11). In generale, gli “stupefacenti” sono sostanze adatte a produrre un effetto analgesico e sonnifero. Gli stupefacenti ai sensi della LStup sono sostanze e preparazioni con effetti analgesici e sonniferi, che creano dipendenza (tossicomanogeni). “Si intendono per stupefacenti dei prodotti utilizzati abitualmente come medicamenti” (vedi la definizione dei stupefacenti nel messaggio del Consiglio federale all’Assemblea federale, FF 1932, pagina 524). Un medicamento è “una sostanza o una preparazione” (articolo 3 della legge sulla farmacopea, RS 812.21 ed articolo 1 bis del regolamento dell’UICM del 25 maggio 1972, RS 812.21), estratta durante un processo di fabbricazione. Ai sensi della LStup, una sostanza è dunque un prodotto farmaceutico fabbricato dall’uomo.


Le sostanze e preparazioni terapeutiche in forma galenica (“pronte all’uso”, articolo 1 del regolamento dell’UICM ; RS 812.22), a base di canapa, prodotte dall’uomo sono le seguenti: “Estratto, tintura, preparazione di resina, olio di resina” (LStup-UFSP, appendici a + d ; RS 812.121.2).


Il termine “canapa”, ai sensi della LStup, indica le sommità fiorite della pianta di canapa. Le sommità fiorite (la canapa) non essendo né una sostanza né una preparazione (preparazione : vedi articolo 1 della LStup) né sono state prodotte (bensì coltivate) e non si presentano nemmeno sotto forma galenica. Queste (la canapa) non rispondono alla definizione legale – e farmacologica – dei stupefacenti e di conseguenza non possono essere considerate come stupefacenti ai sensi della LStup.


Se però un tipo di canapa viene coltivato o destinato alla produzione delle quattro specialità, che vengono precisate nell’ordinanza, che accompagna la LStup, ossia: estratto, tintura, preparazione di resina, olio di resina (LStup-UFSP, appendice a, RS 812.121.2), viene “considerato come un stupefacente(art. 1 alinea 2 LStup), (i frutti destinati alla produzione d’alcool vengono considerati come alcool) ed è sottoposto allo stesso regime giuridico dei stupefacenti e di conseguenza anche all’articolo 19, cifra 1, alinea 2 LStup (“colui che senza diritto, fabbrica, estrae, trasforma, ecc.”). Questa canapa non né è pertanto diventata una sostanza né una preparazione ai sensi dell’articolo 1 alinea 1 LStup. La canapa dell’articolo 19, cifra 1, alinea 2 LStup sarà sempre – ed obbligatoriamente – una materia grezza. Un tipo di canapa, che non è una materia grezza, che non è dunque destinata alla produzione d’estratto, di tintura, ecc. non è sottoposta al controllo della LStup rispettivamente soggetta ad un divieto. Se non è destinata alla produzione di stupefacenti, la canapa è libera e le sue utilizzazioni non necessitano di nessuna autorizzazione. L’utilizzo della canapa ad altri fini che la produzione d’estratti, tinture, ecc. è il consumo diretto, per esempio sotto forma di tè.


Dai testi e dai documenti risalta chiaramente la volontà del legislatore: solo la canapa considerata come materia grezza è sottoposta al controllo o al divieto previsto dalla LStup. La coltivazione, l’utilizzo ed il consumo diretto della droga canapa non necessitano di nessuna autorizzazione, sono liberi e non reprimevoli in virtù della LStup.