La canapa e la legge svizzera sugli stupefacenti (LStup / 4a parte)

Publié par : ASAC.

La canapa e la legge svizzera sugli stupefacenti
(4a parte)






Riassunto:


Se la canapa – indipendentemente dalla sua specie – non è materia grezza, non è sottoposta alla legge sugli stupefacenti. Ne deduciamo che il consumatore diretto di canapa, droghe, non può essere penalmente perseguibile, in applicazione alla LStup riservata esclusivamente ai stupefacenti.


 


Note finali:


Il legislatore ha l’obbligo, quando crea normative, di prendere appoggio su dei principi scientificamente dimostrati, oltre a fare uso di concetti, che siano chiari e inequivocabili(Codice delle obbligazioni, Hans Giger).


 


Tempo fà, quando si trattava di stupefacenti, che portavano ad una dipendenza, si parlava “d’industrie di alcaloidi, di fabbricazione e commercio d’alcaloidi(Messaggio del Consiglio federale all’Assemblea federale, Foglio federale 1924, pagina 197 – Foglio federale 1932, pagina 523). In effetti gli alcaloidi erano sinonimi di sostanze che creano una dipendenza.


 


Nel 1951, il legislatore credeva in buona fede, che la sostanza attiva della canapa (“La resina dei peli ghiandolosi della canapa” articolo 1, alinea 2, lettera b, cifra 3, LStup) era un alcaloide (1) con effetti similari a quelli della morfina (eroina) e della cocaina.


 


Poco meno di vent’anni fa il Tribunale Federale scriveva : “La marijuana contiene un alcaloide stupefacente, il cannabinol“. (ATF 95, IV, pagina 179).

1) Alcaloide n. m.: composto organico azotato e basico tratto da un vegetale
(nome numerico). La morfina e la quinina sono degli alcaloidi – Larousse


 


Quest’affermazione risulta falsa in quanto la canapa non contiene alcaloidi e non fa parte del gruppo di piante alcaloide (papavero, albero della coca).


 


In effetti, tutti gli stupefacenti naturali che portano ad una dipendenza, sono estratti da piante alcaloide, eccezione fatta per l’alcool. Una pianta senza alcaloidi è inutilizzabile per l’estrazione di stupefacenti, che portano ad una dipendenza (mutatis mutandis: con una pianta, che non contiene zucchero, è impossibile produrre alcool). Questo fatto scientificamente avverato è incontestato.


 


Risulta scientificamente incontestato, che la pianta di canapa non contiene alcaloidi e che il cannabinol THC – il nome stesso lo dimostra – non è un alcaloide. Produrre una sostanza contenente alcaloidi e che crea una dipendenza, estraendola da una pianta di canapa, è cosa impossibile. La sostanza attiva della canapa “resina dei peli ghiandolosi” (art. 1, alinea 2, lettera b, cifra 3, LStup) non ha un potenziale di dipendenza in quanto non contiene alcaloidi (mutatis mutandis: una pianta che non contiene zucchero, non ha nessun potenziale di alcool). I prodotti a base di canapa non hanno nessuna capacità a creare una dipendenza. I giuristi devono tener conto di questa realtà farmacologicamente inevitabile ed incontestata; in effetti le preparazioni a base di canapa provocano dei cosi detti effetti stupefacenti (termine medicale e farmacologico significante: sonnolenza ed analgesia), possono dunque essere considerati come stupefacenti. Ma considerando, che queste preparazioni non contengono alcaloidi né possono creare una dipendenza né sono tossicomanogeni e non possono dunque essere considerati stupefacenti ai sensi della LStup (art. 1); prova irrefutabile di questa realtà v’è il fatto, che tra i milioni di consumatori di canapa non si è mai trovato una vittima di dipendenza tossicologica (caso contrario per quanto riguarda la morfina, la nicotina e l’alcool).


 


Dire che i cannabinoidi contenuti nella canapa, onde l’alcaloide è assente, provocano effetti di dipendenza paragonabili agli alcaloidi contenuti nella cocaina o nella morfina, è un affermazione a scientifica paragonabile al pretendere, che il pianeta Terra è piatto. Lo storico errore del legislatore federale è di aver considerato gli estratti e le preparazioni a base di canapa come alcaloidi, pertanto tossicomanogeni e dunque sufficientemente pericolosi per inserirli in una legislazione afferente alle sostanze a rischio; quest’errore non si spiega nel bisogno di una sanità pubblica, inesistente, bensì dalle influenze esercitate dall’estero. In effetti, anche se la Svizzera non conosceva problemi con la canapa – “grazie alla mentalità relativamente sana degli svizzeri, (…), ugualmente grazie all’integrità dei funzionari dei cantoni e della Confederazione (…), in questo campo la Svizzera è un paese pulito” (bollettino stenografico dell’Assemblea federale, 1951, pagina 616) – il legislatore federale ha introdotto tale quale, senza necessità, nella confusione e nella contraddizione, delle norme legali inadeguate al paese: “Al visto del dilagarsi, nel Nord America, della tossicomania, si tratta di essere sufficientemente armati per fermarne l’invasione alle nostre frontiere” (modificazione LStup, rapporto, bollettino stenografico dell’Assemblea federale, 1951, pagina 616). L’errore di ieri è oggi diventato una non-verità evidente per il giurista (lo è sempre stato evidente in medicina e nella farmaceutica).


 


Nei principi che creano il nostro stato di diritto, si trova anche quello, che vieta di nuocere ad altrui. Una non-verità riconosciuta in quanto tale non deve servire al giudice per farsi una convinzione e portarlo così a punire un giustiziabile. Oggi non è responsabile sostenere, che le preparazioni o estratti di canapa sarebbero sostanze generatrici di tossicodipendenza similare a quella generata dall’abuso di sostanze alcaloidi. Bisogna ormai rifiutare l’errore commesso cinquant’anni fà, rifiutare di riprodurne gli stessi errori e così facendo distanziarsi dalla repressione penale applicata alle preparazioni a base di canapa. In questo modo si metterebbe in pratica quanto promesso dal Consiglio federale già mezzo secolo fà. In effetti : “le preparazioni contenenti stupefacenti ma che non creano dipendenza, sono sottratte alla sorveglianza ufficiale“. (Messaggio all’Assemblea federale, Foglio federale 1951, pagina 844).


 


Forte di questa garanzia il legislatore aveva, nel 1951, incluso provvisoriamente la canapa nella LStup a condizione che ne venisse esclusa se non dovesse produrre una dipendenza. “L’articolo 3 permette al Consiglio federale di sottrarre al controllo i prodotti, che non portano ad una tossicomania. È la ragione per cui la Commissione federale decise che la canapa andava considerata come stupefacente(bollettino stenografico dell’Assemblea federale, 1951, pagina 620, ad art. 2).


 


Un giudice penale svizzero non può certo essere autorizzato ad effettuare modifiche ad un testo di legge federale, ma nell’assenza di una Corte costituzionale può rifiutare l’applicazione di una disposizione della legge federale, se quest’ultima costituisce in modo manifesto un abuso di diritto.


 


L’applicazione della LStup nei casi riguardanti la canapa non è oggi manifestamente che un abuso di diritto, che non deve più essere difeso : “L’abuso manifesto di un diritto non è protetto dalla legge(articolo 2, alinea 2 del codice civile Svizzero).